Frequenza200 è il primo Network realizzato in Italia per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico. Il fenomeno in Italia ha dimensioni allarmanti: i ragazzi di età compresa tra i 10 e 16 anni che abbandonano gli studi prima della conclusione del ciclo scolastico obbligatorio rappresentano il 17%. Un numero spaventoso se si pensa che parliamo di oltre 600.000 studenti a rischio.

Chi sono questi ragazzi? Dove abitano? Perché arrivano a questa scelta? Sono tanti gli interrogativi da porsi per poter iniziare un percorso insieme a loro, per supportarli e motivarli.

L’intervento che vogliamo sviluppare è un programma di azione triennale che è la nostra risposta alla qualità della società civile che vorremmo avere: cittadini consapevoli e capaci di scegliere.

 

Di fronte ai dati generali relativi alla situazione scolastica dei bambini e dei ragazzi italiani, l’unica possibilità è progettare con ottimismo e serietà, partendo dal quotidiano e dal concreto. Abbiamo scelto di intervenire in contesti normalmente difficili, dove c’è urgente bisogno di un supporto, perchè la dinamica della dispersione ha correlazioni dirette con situazioni di disagio sociale. Le esperienze di indagini condotte a livello locale hanno individuato infatti nel grado di sviluppo socio-economico il fattore discriminante per il manifestarsi del fenomeno nelle diverse aree del Paese. La discriminazione non è tra regioni del Nord e del Sud ma tra le diverse aree di una stessa regione o tra i vari territori di una metropoli.

Perché Frequenza200? Perché 200 sono i giorni di lezione obbligatori che ciascuna scuola deve garantire per legge in Italia.
 

L’intervento si sviluppa in 6 regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, coinvolgendo 5000 ragazzi, oltre 2650 famiglie, 850 insegnanti, 750 mamme,250 operatori informali e 350 volontari. Il programma parte dall’obiettivo di coinvolgere scuole, insegnanti, famiglie che vivono il quartiere, focalizzando l’attenzione sulla scuola come risorsa e come formazione al cambiamento. La scommessa è di costruire legami con i diversi interlocutori, sapendo valorizzare le specificità di ognuno, tant’è che nel programma si prevedono azioni specifiche relative al coinvolgimento di operatori sociali informali: il bar, l’edicola, il negozio di alimentari, il centro anziani, perché la scuola è un valore intergenerazionale e patrimonio, non solo culturale, di quel quartiere che conserva una sua particolare ritualità e vita sociale.

I singoli progetti rappresentano azioni concrete con l’obiettivo di costruire un Network nazionale, di cui WeWorld è promotrice, proprio sul tema dell’ abbandono scolastico e della qualità dell’educazione: azioni dirette sul territorio sono insufficienti, se non vengono accompagnate da azioni capaci di dialogare con le istituzioni nazionali, promuovendo un confronto in termini di buone pratiche, realizzando modelli di intervento efficaci e replicabili, capaci di dialogare con la popolazione e con chi fa le leggi, per favorire attenzione maggiore sulla tematica oggetto del programma.

Gli operatori, attraverso il Network online, hanno la possibilità di raccontare le diverse esperienze e poterle confrontare per individuare un modello di intervento replicabile e sostenibile.

Il progetto prevede l’avvio di un centro diurno in ognuna delle prime tre città identificate con il supporto e la collaborazione dei partner locali: Milano (Cooperativa Zero5), Torino (Cooperativa Terremondo e Associazione ASAI), Roma (Associazione Cemea del Mezzogiorno), Napoli (Centro I.A.M.M.E-Opera Don Calabria), Palermo (Associazione Arteca) Conversano, Polignano a Mare, Monopoli in provincia di Bari (Associazione Itaca) che sarà operativo 5 pomeriggi alla settimana con attività educative condivise con le istituzioni del territorio, in particolare la scuola dell’obbligo e i servizi sociali. I percorsi educativi verranno realizzati in attività di supporto scolastico e relazionale a favore dei minori coinvolti, parallelamente saranno coinvolte le famiglie dei minori con azioni di counseling e rinforzo delle competenze genitoriali. Le scuole saranno coinvolte con attività di formazione degli insegnanti, per creare un’equipe d’intervento omogenea verso i beneficiari.

Alla fine dei 3 anni – commenta Marco Chiesara, Presidente di WeWorld -  non misureremo il buon risultato del progetto valutando il successo scolastico dei ragazzi, ma secondo la loro nuova qualità di vita, rompendo schemi culturali e sociali, spesso anticamera di bullismo, di violenza e di poco rispetto per l’altro!”